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il manifesto
27 Marzo 2007
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indice internazionale

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Sorpresa a Mosca, gli studenti protestano
Francesca di Mattia
Mosca
 
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La rincorsa identitaria di Ségolène Royal
A.M.M.
Parigi
 
INTERNAZIONALE pagina 09

taglio basso

Sorpresa a Mosca, gli studenti protestano
In lotta Vogliono migliori condizioni. Per ora ottengono solo repressione
Francesca di Mattia
Mosca

 Nessuno o quasi ci avrebbe scommesso, ma anche a Mosca è arrivato il momento della ribellione. Dal 27 febbraio alcuni studenti della facoltà di sociologia dell'Università statale Lomonosov (Mgu) hanno cominciato delle azioni di protesta contro le condizioni insostenibili in cui vivono e contro la propaganda reazionaria e ultranazionalista del preside. La risposta è stata violenta: la polizia ha arrestato gli amici venuti da altre università a dare una mano per distribuire i volantini, e alcuni di loro sono stati minacciati.
I motivi dello scontento aumentano a vista d'occhio. I corsi alla facoltà si sono svuotati di contenuto. L'amministrazione ha ridotto il numero dei seminari e delle esercitazioni pratiche, durante i quali professori incompetenti scoraggiano gli studenti che studiano autori «malvisti» in facoltà, come Pierre Bordieu. Le domande agli esami si riferiscono a un manuale imposto dal preside -il quale, poi, ha distribuito a tutti gli studenti un bollettino che cita i «Protocolli dei Savi di Sion» come «fonte di verità» accusando massoni e sionisti di controllare il sistema finanziario mondiale. E ancora: aule sovraffollate, mancanza di impianti di aerazione,videosorveglianza per controllare gli studenti «sospetti», umiliazioni continue subite all'ingresso della facoltà, bloccato da tornelli - perché la tessera studentesca non basta, occorre un badge speciale.
La repressione della protesta ha avuto larga eco nella stampa, alla radio e soprattutto nell'università, dove gli studenti si sono accorti della presenza di un'opposizione interna. Il gruppo di base ha elaborato un programma e ha pubblicato sul sito gli sviluppi della situazione e le testimonianze di altri studenti.
Come dice il sociologo Aleksandr Bikbov, insegnante di sociologia del sapere presso l'Università delle Scienze umane di Mosca e redattore della rivista Logos, che in questi giorni ha partecipato alle discussioni degli studenti, «negli ultimi anni si è rafforzato un sistema di disciplina che mette al di sopra di tutto il controllo fisico al posto dello sviluppo delle conoscenze». Bikbov ha scritto diversi articoli in cui ha denunciato il degrado della facoltà negli ultimi anni, tra cui uno sulla campagna in favore della pena di morte portata avanti dal preside, e considera questa mobilitazione «un evento eccezionale nella storia recente dell'insegnamento in Russia». A poco a poco si sta creando una rete che vede la partecipazione di militanti di sinistra e liberali, professori e intellettuali russi, europei e americani.
Ma in questi ultimi giorni proseguono gli atti repressivi da parte dell'amministrazione: alcuni studenti, riuniti con insegnanti di altre facoltà, sono stati fermati dalla polizia per delle ore. Nessuna accusa formale, nessun verbale. Solo il «consiglio» di interrompere le proteste. E il 19 marzo il preside ha invitato i professori a prendere le distanze dagli studenti, che considera «ribelli estremisti che minacciano l'ordine pubblico» - un'accusa ripresa dai media conservatori. E' probabile che gli studenti siano controllati dai servizi segreti.
Gli studenti continuano a rivendicare i loro diritti con varie iniziative, ma la loro posizione è fragile ed è necessario un sostegno dall'esterno. Per aiutarli si può firmare la petizione che si trova in rete a questo indirizzo: www.od-group.org/page.php?page=sign


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